Lingua spagnola
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Lo spagnolo o castigliano è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Secondo alcune classificazioni, è la quarta lingua più parlata al mondo in termini assoluti mentre è la seconda come lingua madre (dopo il cinese).
L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua, noto come pop latino.
Si usa il termine castigliano soprattutto per mettere in evidenza che è lingua originaria della Castiglia e non di altre regioni della Spagna di cui sono autoctone altre lingue politicamente riconosciute (Catalogna, Paesi Baschi, Navarra e Galizia), ma tale termine è diffuso anche in alcuni contesti estranei alla Spagna. La questione è comunque dibattuta, come affrontato di seguito.
Gli Spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua Español quando questa viene citata insieme a lingue di altri Stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il Francese o l'Inglese), ma secondo alcuni sarebbe corretto usare il termine Castellano (Castigliano), soprattutto in rapporto ad altre lingue politicamente riconosciute della Spagna. Inoltre il termine generico "Español" viene esteso anche alle zone dell'America Latina, pur senza avere connotazioni politiche e di sovranità. La Costituzione Spagnola riconosce una lingua ufficiale che è il "Castellano" e 3 lingue co-ufficiali: il Galiziano (Galego), il Basco (Euskera) ed il Catalano sia nella sua modalità orientale (Català), che valenciana (Valencià). Recentemente anche la Commissione Europea ha stabilito che i cittadini che si rivolgeranno al Parlamento Europeo mediante testi scritti in queste 3 lingue avranno il diritto di vedersi rispondere nella medesima lingua. I costi di traduzione sono a carico del Governo Spagnolo.
Per quanto riguarda le varietà linguistiche, ogni paese ha un suo modo particolare di parlare lo Spagnolo. Ad esempio, in Messico, il paese ispanofono più grande di tutti, possiamo trovare un grande elenco di parole specifiche e d'uso quotidiano che differiscono molto dalla lingua parlata in Spagna o di quella studiata nei corsi di lingua in Europa. In Centro America (Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Panamá) la situazione è abbastanza uniforme e lo Spagnolo è compreso benissimo da tutti, anche se in quei paesi esistono ancora varie lingue indios. Nei Caraibi, distinguiamo il Cubano, il Dominicano ed il Portoricano che differiscono sia per la pronuncia sia per il significato attribuito a determinate parole. Lo Spagnolo del Venezuela è vicino a quello dei Caraibi. In America del Sud si parla correntemente Castellano tranne in Brasile (portoghese), Guyana (inglese), Suriname (olandese) e Guyana Francese (francese) però con molte differenze tra una Nazione e l'altra e persino all'interno dei paesi più grandi.
Ad ogni modo, molte Costituzioni dei paesi ispanofoni americani, a differenza della Costituzione del Regno di Spagna, indicano nello Spagnolo il nome della lingua ufficiale della Nazione.
[modifica] Storia
Lo Spagnolo si è evoluto dal Latino "volgare" e avendo subito l'influenza delle lingue preromane (Basco, Celtico, Iberico, ecc.) parlate nella zona, dell'Arabo, degli altri idiomi neolatini (occitano, francese, italiano, ecc.) e, più recentemente, dell'inglese. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (Latino vita, Spagnolo vida), la palatalizzazione (Latino annum, Spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (Latino terra, Spagnolo tierra; Latino novus, Spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo Spagnolo presenti una influenza celtica più forte dell'Italiano, specie nella lenizione.
Con la Riconquista, il dialetto del centro della penisola iberica si è diffuso anche nelle regioni meridionali.
Il primo libro di grammatica spagnola (e anche la prima grammatica di una lingua moderna) Gramática de la Lengua Castellana è stato realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro è stato presentato a Isabella I di Castiglia, la regina ha chiesto: ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?). L'autore ha risposto: Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero).
A partire dal XVI secolo, lo Spagnolo è stato introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole è rimasto ben poco di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin).
Nel XX secolo il Castigliano si è diffuso anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).
[modifica] Fonologia
Nel XVI secolo il Castigliano ha subito delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che hanno determinato la definitiva differenziazione rispetto alle lingue neolatine confinanti, quali il Portoghese e il Catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole è stata trasformata in /h/.
[modifica] Variante latinoamericana
Nei Paesi latinoamericani si parla lo Spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari. Queste inflessioni non appartengono a tutti i Paesi latinoamericani, dove si trovano grandi differenze tra un Paese e l'altro. Non c'è niente vicino a uno "Spagnolo americano", giacché le varietà americane sono molto diverse e hanno subito trasformazioni importanti negli ultimi secoli. Comunque, ci sono alcune caratteristiche comuni riguardo lo Spagnolo iberico (della Spagna Nord e Centrale):
- Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito dall'ustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale
- Il pretérito perfecto compuesto (passato prossimo) è spesso sostituito dal pretérito perfecto simple (passato remoto) anche per le azioni avvenute in un passato recente o non ancora concluse.
- A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
- Non esiste il suono interdentale (c seguita da e o i, e z), che diventa sempre il suono s aspro.
- Ugualmente in alcune zone si presenta il fenomeno del yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
- Mantengono arcaismi riguardo la Spagna e accettano più neologismi che le varietà iberiche (più conservative).
Il vocabolario Ispano-Americano si differenzia da quello iberico per i seguenti aspetti:
- "Marinerismos en tierra"
I termini che in Spagna erano circoscritti al campo marittimo, vennero ampliati e usati anche nella terra ferma ad esempio venne impiegata una parola come chicote che indicava inizialmente l'estremità di una corda e successivamente venne estesa e usata in alcuni Paesi americani con il significato di 'frusta' (invece in Spagna si preferisce usare azote o látigo).
- Arcaicismi
Alcune forme tradizionali non più usate nella penisola iberica sono ancora vivi in America come, ad esempio, la parola lindo vigente nello Spagnolo peninsulare del XVII secolo e successivamente sostituita da bonito o hermoso. Comunque, è importante ricordare che i parlanti latinoamericani, molto più numerosi degli Spagnoli, considerano arcaismi anche parole che sono ancora in uso in Spagna ma non nei territori americani, come sarebbe il proprio "vosotros" (voi).
- Neologismi
In America sono vigenti dei neologismi ottenuti ad esempio dalla derivazione con preferenza per determinati affissi come ad esempio il suffisso -ada che forma delle parole come atropellada<atropello, sconosciuta in Spagna.
- Cambi semantici
Fin dai tempi della colonizzazione in America Latina molte parole subirono un cambio semantico dovuto al fatto che molte voci vennero usate in America per riferirsi a cose, entità e fenomeni simili ma distinti a quelli spagnoli. La parola chula ad esempio ha un diverso significato nei due continenti: una mujer chula in Spagna può significare una donna simpatica oppure presuntuosa, mentre in alcune zone americane come Messico, Guatemala, ecc., l’aggettivo chula è sinonimo di una donna bella e attraente.
- Prestiti linguistici
In America Latina vengono adoperati molti prestiti linguistici ovvero termini di un'altra lingua che non sono stati incorporati alla norma peninsulare. Nel lessico di alcuni paesi (Argentina e Uruguay in particolare), che hanno conosciuto nell'Ottocento e Novecento un forte movimento immigratorio sono stati incorporati vari termini di origine italiana e, in minor misura, tedesca, polacca, russa e francese. Il secolare contatto dello spagnolo con le lingue indigene locali, alcune delle quali (quechua, aymara, guaraní, ecc.) sono tuttora parlate da ampi strati della popolazione latinoamericana, ha determinato l'introduzione di vari termini e modismi nel castigliano d'America, particolarmente rilevanti nei paesi andini e nella zona del Gran Chaco.
Un esempio della diversità delle versioni della lingua in America lo costituiscono le varianti argentina e uruguaya in cui, pur essendo presenti caratteristiche proprie di ciascuno dei due Paesi, ritroviamo alcune forme comuni:
- in entrambi gli Stati, valgono alcune delle caratteristiche di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se l'accento e l'intonazione sono peculiari dell'Argentina e dell'Uruguay e diversi da quelli di tutti gli altri Paesi.
- si utilizza la forma vos al posto del tú, applicando generalmente le conseguenti forme verbali della seconda persona singolare, che nel presente indicativo e congiuntivo e nell'imperativo DERIVANO DA QUELLE DELLA SECONDA PERSONA PLURALE, CON LA SCOMPARSA DEL DITTONGO E L'ELISIONE DELLA D: vos pensás (e non pensáis), que vos pensés/pienses (nel congiuntivo sono presenti entrambe le forme), pensá (e non pensad); nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes. A questa regola FANNO ECCEZIONE le zone corrispondenti all'attuale provincia argentina di Santiago del Estero, IN CUI IL VOS E' SEGUITO DALLA SECONDA PERSONA SINGOLARE (vos piensas, vos pensaste, ecc.) e alcuni territori andini in cui non viene persa la dittongazione della seconda persona plurale (vos pensáis). Il "vos" non è usato soltanto in Argentina e Uruguay, ma anche (insieme al tuteo cioé al tu tradizionale) in alcune regioni andine (Cile e Bolivia in particolare), nella massima parte del Paraguay e in ampie zone dell'America centrale. In fatti, in Guatemala, alcuni anni fa, il "tu" era usato soltanto fra un uomo e una donna. Usare "tu" fra due uomini non era visto bene.
- i suoni di ll e y si interconfondono e suonano come la j francese di je, janvier, o quella portoghese di janeiro, tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.
[modifica] Distribuzione geografica
Lo Spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, dell'Organizzazione degli Stati Americani e dell’Unione Africana. Gran parte dei parlanti risiede nell’emisfero occidentale (Europa, America, e territori spagnoli in Africa).
Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo Stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Lo Spagnolo messicano si è arricchito delle lingue indios messicane ed è la versione più diffusa della lingua negli Stati Uniti grazie alla grande popolazione immigrante messicana.
Seguono poi e da lontano la Colombia (44 milioni) e la Spagna (46 milioni), l’Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo Spagnolo è la lingua domestica per più del 10 % dei cittadini Statunitensi [1] ).
| Nazioni con una significativa popolazione di lingua spagnola | |
|---|---|
| Ordine alfabetico | Numero di parlanti madrelingua |
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Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l’Inglese rimane l’unica lingua ufficiale. Lo Spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Inoltre, nella zona si parla lo Llanito, misto di Inglese e Spagnolo.
Negli Stati Uniti, lo Spagnolo è parlato da circa ¾ della popolazione ispanica. Inoltre, esso sta diventando un’importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il Castigliano è la lingua ufficiale del Nuovo Messico (insieme all’Inglese) e del territorio americano di Porto Rico
In Brasile, dove il Portoghese è lingua ufficiale, lo Spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con gli Stati Uniti ed Europa ed aumentare, invece, quelli con i vicini Paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò, si aggiungono i continui scambi culturali con molti Paesi dove il Castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l’apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni, il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo Spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. Inoltre, in Brasile esiste una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di Ebrei sefarditi (parlanti sia il Castigliano standard che il Ladino) sia di immigrati da altri Paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l’Uruguay) si parla un misto di Spagnolo e Portoghese noto come Portognolo.
In Europa, al di fuori di Spagna, lo Spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un’importante comunità a Londra).
In Asia, l’uso della lingua spagnola ha avuto un costante declino a partire dal Novecento. Dal 1973, lo Spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e dal 1987 non è più lingua curricolare negli studi superiori. Ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Lo 0,4% dei filippini usa un Creolo-Spagnolo noto come Chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l’importanza storica del Castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua). Tuttavia, negli ultimi anni, nell'arcipelago filippino, c'è un rinnovato interesse culturale per lo Spagnolo.
Esistono, poi, piccolissime comunità di "ex-immigrati" in vari Paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di Cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di Giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone.
Anche in Oceania, lo Spagnolo non riveste grande importanza. È parlato da circa 3.000 persone nell' Isola di Pasqua (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 parlanti stando al censimento del 2001). A Guam, Palau, nelle Marianne, nelle Isole Marshall e negli Stati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il Castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali.
In Antartide, lo Spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.
[modifica] Spanglish
| File:Exquisite-kfind.png | Per approfondire, vedi la voce Spanglish. |
Lo Spanglish si può definire una modalità di espressione linguistica orale e scritta. Si ottiene quando, in una frase con una struttura lessicale spagnola, sostituiamo alcuni termini con quelli della lingua inglese o viceversa.
Nella forma scritta comprende anche la ispanizzazione di parole inglesi ad es. write = rait, night = nait, teenager = tineyer; comprende l’adozione nella lingua inglese di termini come taco, tapas, enchilada; l’adozione nella lingua spagnola di e-mail per correo electronico e link per enlace; il coniare neologismi attraverso una sommaria traduzione dall'inglese come typear o cliquear invece di pulsar, emailear invece di escribir correo electronico, reportear invece di informar, remover invece di sacar, educacion invece di pedagogia o computadora invece di ordenador.
Il fenomeno consiste quindi di due aspetti: quello dell’inglese, soprattutto negli Stati Uniti, contaminato dagli ispanismi portati dal flusso di latinoamericani provenienti dalla frontiera col Messico e quello dello Spagnolo in Spagna ed America Latina contaminato da anglicismi entrati soprattutto attraverso l’uso delle nuove tecnologie informatiche o la fruizione dei mass-media o dovuto alle questioni di Gibilterra e del canale di Panamá.
Il fenomeno è in espansione, soprattutto negli Stati Uniti. Durante le prime ondate migratorie gli Ispanici, soprattutto portoricani e messicani, avevano alcune difficoltà nell’apprendimento della nuova lingua e sopperivano alle lacune completando le frasi con parole spagnole. Ciò era causato dal contrasto tra una educazione familiare avvenuta in un contesto ispanico ed il contatto con una nuova realtà che richiedeva l’adeguamento ad un nuovo linguaggio.
Oggi le cose sono cambiate. Le tv e radio passano le frontiere attraverso i satelliti e arrivano nelle case di tutti. I corsi di lingua sono alla portata di moltissimi utenti. La contaminazione linguistica è reciproca e continua. L’educazione dei figli di ispanici di prima e seconda generazione avviene in un contesto bilingue, eppure le statistiche dicono che questi nuovi alunni hanno difficoltà con l’Inglese più di quante ne avessero i loro genitori. Sono nati negli U.S.A. ma si sentono parte della cultura e della popolazione posta a sud del confine col Messico. Allora ecco come il linguaggio diviene rappresentante di questa duplice appartenenza.
Esistono diversi motivi per parlare Spanglish e diversi sono i gruppi sociali che lo utilizzano. Alcuni, in verità pochi, lo fanno ancora oggi per sopperire alle lacune di conoscenza di termini corrispettivi inglesi; altri sono anglofoni che vogliono semplicemente farsi capire meglio dalla comunità latina; altri lo parlano per rivendicare il loro orgoglio di essere ispanici e con la voglia di resistere all’omologazione in una cultura che non li rappresenta e nella quale non si riconoscono; altri ancora hanno voglia di distinguersi.
In particolare, a Puerto Rico esiste una mentalità molto legata al concetto di Nazione portoricana portata avanti soprattutto dagli indipendentisti. L'idioma nazionale è ufficialmente l'Inglese ma in famiglia e per le strade quasi tutti parlano Portoricano (diverso dal Castigliano). Poiché nelle scuole e negli uffici pubblici è obbligatorio l'uso dell'Inglese mentre nelle strade c'è il dominio del Portoricano, ecco che questo tipo di bilinguismo fa nascere con molta spontaneità lo Spanglish.
[modifica] Esempi di lingua
[modifica] Parole & frasi di uso comune
- Sí = “sì”
- No = “no”
- ¡Hola! = “ciao!”
- ¡Buenos días! = “Buon giorno!” (Letteralmente: “buoni giorni”)
- ¡Buenas tardes! = “Buon pomeriggio!” (Letteralmente: “buoni pomeriggi”)
- ¡Buenas noches! = “Buona sera!”/ “Buona notte!” (Letteralmente: “buone notti”)
- ¡Adiós! = “Addio!”, “Arrivederci!”
- ¡Hasta la vista! = “Arrivederci!”
- ¡Hasta luego! = “(Arrivederci) a presto!”
- ¡Buena/mucha suerte! = “Buona fortuna!”
- ¡Felicidades! = “Auguri!”
- Por favor = “Per favore”
- (Muchas) gracias = “Grazie (mille)”
- De nada = “Di niente”, “Prego”
- ¿Qué tal? = “Come va?”
- ¿Cómo está (usted)/estás? = “Come sta/stai?”
- Muy bien = “Molto bene”
- Lo siento = “Scusa/i” (chiedendo perdono)
- ¿Hablas/Habla (usted) español/italiano/inglés/francés/alemán? = “Parli/Parla spagnolo/italiano/inglese/francese/tedesco?”
- ¿Cómo se llama (usted)/te llamas? = “Come si chiama/ti chiami?”
- No entiendo/comprendo = “Non capisco”
- No sé = “Non so”
- ¿Qué hora es? o ¿Qué horas son? = “Che ore sono?”
- ¿Dónde estás/está? = “Dove sei/Dov’è?”
- ¿Adónde va (usted)/vas? = “Dove va/Dove vai?”
- ¡Suerte! = “Buona fortuna!”
- ¡Ya tu sabes! = “Tu sai come lo facciamo” (Di uso prevalentemente nei ghetto o barrios latinoamericani)
- ¡Viva la revolucion! = “Viva la rivoluzione!”
[modifica] Numeri cardinali
0. cero
1. un, uno, una
2. dos
3. tres
4. cuatro
5. cinco
6. seis
7. siete
8. ocho
9. nueve
10. diez
11. once
12. doce
13. trece
14. catorce
15. quince
16. dieciséis, diez y seis
17. diecisiete, diez y siete
18. dieciocho, diez y ocho
19. diecinueve, diez y nueve
20. veinte
21. veintiuno, -na, veinte y uno
22. veintidós, veinte y dos
23. veintitrés, veinte y trés
24. veinticuatro, veinte y cuatro
25. veinticinco, veinte y cinco
26. veintiséis, veinte y séis
27. veintisiete, veinte y siete
28. veintiocho, veinte y ocho
29. veintinueve, veinte y nueve
30. treinta
31. treinta y uno
....
40. cuarenta
50. cincuenta
60. sesenta
70. setenta
80. ochenta
90. noventa
100. cien
101. ciento uno
200. doscientos, -as
....
500. quinientos, -as
....
700. setecientos, -as
....
1.000. mil
1.234. mil doscientos treinta y cuatro
1.000.000. un millón
1.000.000.000. mil millones
1.234.567.891. mil doscientos treinta y cuatro millones, quinientos sesenta y siete mil, ochocientos noventa y uno
[modifica] Numeri ordinali
1. primer, -ero, -era
2. segundo, -da
3. tercer, -ero, -era
4. cuarto, -ta
5. quinto, -ta
6. sexto, -ta
7. séptimo, -ma
8. octavo, -va
9. noveno, -na
10. décimo, -ma
11. undécimo, -ma o decimoprimero, -ra
12. duodécimo, -ma o decimosegundo, -ra
13. decimotercero, -ra
14. decimocuarto, -ta
20. vigésimo, -ma
21. vigésimo primero, -ra
30. trigésimo, -ma
40. cuadragésimo, -ma
50. quincuagésimo, -ma
60. sexagésimo, -ma
70. septuagésimo, -ma
80. octogésimo, -ma
90. nonagésimo, -ma
100. centésimo, -ma
[modifica] Giorni della settimana
lunes: Lunedì
martes: Martedì
miércoles: Mercoledì
jueves: Giovedì
viernes: Venerdì
sábado: Sabato
domingo: Domenica
[modifica] Nomi dei mesi
enero: gennaio
febrero: febbraio
marzo: marzo
abril: aprile
mayo: maggio
junio: giugno
julio: luglio
agosto: agosto
septiembre: settembre
octubre: ottobre
noviembre: novembre
diciembre: dicembre
[modifica] Presente Indicativo del verbo ser "essere"
yo soy = “io sono”
tú eres / vos sos = “tu sei"
usted es = “Lei è”
él/ella/ello es = “egli/lei/(quello) è”
nosotros, -as somos = “noi siamo”
vosotros, -as sois = “voi siete” (informale)
ustedes son = “voi siete” (formale)
ellos/ellas son = “loro/essi/esse sono”
[modifica] Presente Indicativo del verbo estar "essere" (stato momentaneo) o stare
yo estoy = “io sono/sto”
tú/vos estás = “tu sei/stai”, ecc.
usted está
él/ella está
nosotros, -as estamos
vosotros, -as estáis
ustedes están
ellos/ellas están
[modifica] Presente Indicativo del verbo haber "avere" (ausiliare)
yo he = “io ho”
tú has = “tu hai”
usted ha = “Lei ha”
él/ella/ello ha = “egli, lui/lei ha”
nosotros, -as hemos = “noi abbiamo”
vosotros, -as habéis = “voi avete” (informale)
ustedes han = “voi avete (formale)”
ellos/ellas han = “loro/essi/esse hanno”
[modifica] Presente Indicativo del verbo tener "avere" (possesso)
yo tengo = “io ho”
tú tienes = “tu hai”
usted tiene = “Lei ha”
él/ella/ello tiene = “egli, lui/lei ha”
nosotros, -as tenemos = “noi abbiamo”
vosotros, -as tenéis = “voi avete” (informale)
ustedes tienen = “voi avete (formale)”
ellos/ellas tienen = “loro/essi/esse hanno”
[modifica] Falsi amici
In generale, molte parole dello spagnolo sono comprensibili al parlante di lingua italiana (tra le due lingue c'è mutua intelligibilità). Ve ne sono, però, molte che assomigliano a parole italiane, ma che hanno tutt’altro significato (alcune hanno un doppio significato). Si tratta dei cosiddetti “falsi amici”, di cui diamo alcuni esempi:
- aceite = “olio” (da tavola) (“aceto” si dice vinagre)
- aceituna = “oliva” (“acetone” si dice acetona)
- amo = “signore”, “padrone” (“amo” si dice anzuelo)
- arroz = “riso” (“arrosto” si dice asado)
- barato = “a buon mercato” (“baratto” si dice cambio)
- bigote = “baffi” (“bigotto” si dice santurrón, mojigato, chupacirios)
- bodega = “cantina” o “deposito” (“bottega” si dice tienda)
- bollo = “brioche” (“bollo” si dice timbro, sello)
- bronca = “rabbia" (“bronco” si dice bronquio)
- bruja = “strega”, “maga”/brujo = “stregone” (“bruco” si dice gusano, larva)
- buche = “gozzo”, “sorsata”, “gargarismo” (“buccia” si dice cáscara, vaina)
- buque = “nave” (“buco” si dice agujero, hueco)
- burro = “asino” (“burro” si dice mantequilla)
- buscar = “cercare” (“buscare” si dice alcanzar, coger)
- caldo = “brodo” (“caldo” si dice caliente o cálido [agg.] e calor [sost.])
- cama = “letto” (“camera” si dice habitación, cuarto)
- cana = “capello/pelo bianco” (cfr. it. “canuto”) (“canna” si dice caña, bastón)
- cara = “faccia” (significa “cara” nel senso di prezzo, altrimenti si dice querida)
- carta = “lettera” [posta] (“carta” si dice papel)
- cartera = “portafoglio”, “cartella” (“cartiera” si dice papelera)
- cero = “zero” (“cero” si dice vela)
- clavo = “chiodo” (“clava” si dice clava, chachiporra)
- cola = oltre a "colla" significa anche "coda"
- codo = “gomito” (“coda” si dice rabo, cola)
- cortar = “tagliare”; “interrompere” (“accorciare” si dice acortar, abreviar)
- cuarto = oltre a “quarto” significa anche “camera”
- chica = “ragazza” (“cicca” si dice colilla nel senso di “sigaretta” e chicle nel senso di “gomma americana”)
- chiste = “barzelletta”, “scherzo” (“ciste” si dice quiste)
- chichón = “bernoccolo”, “ematoma” (“ciccione” si dice gordinflón)
- demora = “ritardo”, “dilazione”, “esitazione” (“dimora” si dice casa, vivienda, domicilio)
- demorar = "ritardare", "esitare" ("dimorare" si dice habitar, residir, domiciliarse)
- equipaje = “bagaglio” (“equipaggio” si dice tripulación)
- esposar = “ammanettare” (“sposare” si dice casar)
- estafa = “truffa” (“staffa” si dice estribo, abrazadera)
- estanco = “tabaccheria” (“stanco” si dice cansado)
- estela = “scia”/“stele” (“stella” si dice estrella)
- estival = “estivo” (“stivale” si dice bota)
- éxito = “successo” (“esito” si dice resultado)
- fecha = “data”, “ora” (“feccia” si dice escoria, morralla; “feci” si dice heces; “faccia” si dice cara)
- figón = “osteria”, “bettola” (“figo”, variante di “fico” nel senso di “bello”, “carino” si dice guapo)
- gordo = “grasso” (“ingordo” si dice glotón, voraz)
- grifo = oltre a "grifone", significa anche "rubinetto"
- guadaña = “falce” (“guadagno” si dice ganancia, provecho, lucro)
- guadañar = “falciare” (“guadagnare” si dice ganar(se), granjear(se))
- habitación = “camera”, “stanza” (“abitazione” si dice casa, vivienda, domicilio)
- jornal = “salario” (“giornale” si dice periódico, diario)
- jornalero = “lavoratore”, “bracciante” (“giornaliero” si dice cotidiano, diario; "giornalaio" si dice gacetero o vendedor de periódicos)
- judía = oltre a “giudea” (masc.: judío), significa (“fagiolo”)
- largo = “lungo” (“largo” si dice ancho, amplio)
- luego = “dopo”/"dunque" (“luogo” si dice lugar)
- mantel = “tovaglia” (“mantello” si dice capa)
- mesa = “tavolo” (“messa” si dice misa)
- nariz = può significare anche “narice” (specie al plurale), ma significa soprattutto “naso”
- oso = “orso” (“osso” si dice hueso)
- paperas = “orecchioni” (“papere” si dice gansos e, nel senso di "gaffes", gallos)
- pavo = “tacchino” (“pavone” si dice pavón, pavo real)
- peca = “lentiggine”, “neo” (“pecca” si dice falta, defecto, imperfección)
- plátano = oltre a “platano”, significa anche “banana” (ma in Sudamerica: banana)
- presa = “diga”, “artiglio” (“pressa” si dice prensa)
- prima = premio (“prima” [avv.] si dice antes de)
- primo/a = “cugino/a” (“primo/a” si dice primero/a)
- prisa = “fretta” (“pressa” si dice prensa)
- rapaz = oltre a “rapace”, significa anche “ragazzino”
- sábana = “lenzuolo” (“savana” si dice sabana)
- salir = “uscire” (“salire” si dice subir)
- sellar = “affrancare”, “sigillare” ("sellare" si dice ensillar)
- sembrar = “seminare” (“sembrare” si dice parecer)
- serrar = “segare” (“serrare” si dice cerrar, atrancar, estrechar)
- seso = “cervello” nel senso di “giudizio” (“sesso” si dice sexo)
- seta = “fungo” (“seta” si dice seda)
- siega = "mietitura" ("sega" si dice sierra)
- sierra = 1)"sega"; 2)"montagna"/"catena montuosa" ("serra" si dice invernadero)
- subir = “salire” (“subire” si dice sufrir, soportar)
- suceso = “fatto”, “avvenimento” (“successo” si dice normalmente éxito)
- sueldo = “stipendio” (“soldo/i” si dice dinero)
- tachar = "cancellare" ("tacere" si dice callarse)
- tienda = oltre a “tenda (da campeggio)”, significa anche “negozio” (“tenda” per finestre si dice cortina)
- toalla = “asciugamano” o “salvietta” (“tovaglia” si dice mantel)
- tocar = oltre a “toccare” (anche in senso figurato), significa “suonare”
- todavía = "(non) ancora" ("tuttavia" si dice sin embargo)
- topo = “talpa” (“topo” si dice ratón)
- trufa = “tartufo” (“truffa” si dice estafa, fraude)
- tufo = “puzza”/"ricciolo" (“tuffo” si dice zambullida)
- vaso = “bicchiere” (significa “vaso” solo nel senso di “vaso sanguigno”; negli altri significati, “vaso” si dice: florero, jarrón, tiesto, tarro, ecc.)
- vela = oltre a “vela”, significa anche “candela”, “cero”
- viso = “sottoveste” (“viso” si dice cara, rostro)
[modifica] Parole di origine araba
La lunga dominazione araba in Spagna ha avuto i suoi effetti anche sul lessico. Le parole di origine araba si contraddistinguono per la presenza dell’articolo determinativo arabo al- (non sempre conservato in italiano e francese). Ecco alcuni esempi:
- ajedrez = "gioco degli scacchi"
- alambique = "alambicco"
- alcachofa = "carciofo"
- alcalde = "sindaco"
- alcanfor = canfora
- alcázar = “fortezza” <ref>In realtà, l'etimologia di alcazar è a sua volta latino. La parola araba deriva infatti da castrum, arabizzato in qasr a cui poi va aggiunto l'articolo al-. Quindi l'etimologia precisa vorrebbe castrum (lat.) -> al-qasr (ar.)-> alcazar (spa.). Fonte Articolo del Corriere.</ref>
- alcoba = "alcova"
- alcohol = “alcool”
- alférez = "alfiere"
- alfombra = “tappeto”
- algodón = “cotone”
- almohada = “cuscino”
- almacén = “magazzino”
- almanaque = "almanacco"
- almuerzo = "pranzo"
- azafrán = "zafferano"
- azúcar = “zucchero”
[modifica] Premi Nobel per la letteratura di lingua spagnola
- José Echegaray y Eizaguirre (1904, Spagna)
- Jacinto Benavente (1922, Spagna)
- Gabriela Mistral (1945, Cile)
- Juan Ramón Jiménez (1956, Spagna)
- Miguel Ángel Asturias (1967, Guatemala)
- Pablo Neruda (1971, Cile)
- Vicente Aleixandre (1977, Spagna)
- Gabriel García Márquez (1982, Colombia)
- Camilo José Cela (1989, Spagna)
- Octavio Paz (1990, Messico)
[modifica] Note
<references/>
[modifica] Voci correlate
