Novella

Da Garamond Wiki.

La novella reca nel suo nome il più appropriato dei significati possibili. Novella, cioè novità. L'origine della novella non a caso deve relativamente poco all'area occidentale del mondo: nella letteratura greca e latina non vi sono novelle o ve ne sono pochissime. Le Favole milesie sono attribuite ad Aristide, un greco vissuto nel secondo secolo dopo Cristo. Poi vi sono novelle, in forma di digressione, in racconti più ampi, proto-romanzi, come il Satyricon di Petronio. Là dove veramente nacque la novella, in forme precise, ben presto codificate, è in Egitto, in area babilonese, soprattutto in India. La novella viene insomma dall'Oriente. In Italia, questo genere ha notevole fortuna e acquista caratteri specifici e più nettamente realistici. Le cento novelle del Decameron di Boccaccio sono un ritratto della società mercantile del XIV secolo: ne esprimono la gioia di vivere e lo stesso piacere di raccontare una storia. Quale storia? Si direbbe l'intero quadro della vita umana, con i suoi vizi e virtù. Dal Decameron in poi, la tradizione della novella si diffuse in tutta Europa: da I racconti di Canterbury di Chaucer in Inghilterra allo “Heptameron” di Margherita di Navarra in Francia, alle “Novelle esemplari” di Cervantes in Spagna. Nuovo vigore e nuove caratteristiche, il racconto acquisisce nei grandi scrittori realisti dell'Ottocento, nei russi Puskin, Lermontov, Gogol, Turgenev e, soprattutto, Cechov; e nei francesi Merimée e Maupassant. Uno storico francese della letteratura, Albert Thibaudet, scrisse che «un romanziere si butta a nuoto, abbraccia una corrente, va alla deriva; l’autore di novelle, invece, rimane a riva, con il cavalletto e la tela». Questa caratteristica di cautela, oppure di misura, trova in Italia, tra fine dell'Ottocento e inizio del Novecento, nuovo vigore, nuova linfa. Come non ricordare le “Novelle rusticane” di Giovanni Verga e le “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello? È solo dopo Pirandello, o Cechov, che la novella si trasforma decisamente in ciò che chiamiamo racconto. E che cos'è un racconto (come oggi lo chiamiamo) rispetto alla novella? Il racconto, genere per eccellenza moderno, è una novella più “consapevole”, “più cosciente”. Il tratto decisivo, cruciale, del racconto, resta la brevità. È ciò che ne fa la fortuna. La differenza tra i due termini è dunque di natura storico-terminologica.

Strumenti personali
comunità